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Le nuove linee guida delineano un percorso di cura completo per l’embolia polmonare acuta

Da News Medical Life Sciences

La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo dell’embolia polmonare acuta (EP) sono fondamentali. Raccomandazioni complete per la valutazione, la gestione e il follow-up degli adulti con EP acuta sono dettagliate in questa nuova linea guida di pratica clinica, pubblicata su Circulation, la rivista di punta dell’American Heart Association, e su JACC, la rivista di punta dell’American College of Cardiology.

L’EP acuta può ridurre i livelli di ossigeno nel sangue, danneggiare il tessuto polmonare e sottoporre il cuore a un grave stress, rappresentando un’emergenza medica potenzialmente fatale. Secondo le statistiche sulle malattie cardiache e l’ictus del 2026 dell’American Heart Association, negli Stati Uniti circa 470.000 persone vengono ricoverate ogni anno per embolia polmonare e circa 1 paziente su 5 ad alto rischio muore.

Sono stati compiuti progressi significativi nella comprensione dell’embolia polmonare e nei trattamenti per gestire efficacemente questa condizione“, ha affermato il presidente del comitato di redazione delle linee guida, Mark A. Creager, M.D., FAHA, FACC, professore di medicina presso la Geisel School of Medicine del Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, e direttore emerito dell’Heart and Vascular Center del Dartmouth Health di Lebanon, nel New Hampshire. “Queste linee guida rappresentano una guida per aiutare i medici a orientarsi tra questi progressi, al fine di individuare gli approcci più sicuri ed efficaci per la cura delle persone affette da questa patologia“, ha aggiunto.

Le nuove linee guida includono raccomandazioni per il trattamento dei pazienti in base al contesto assistenziale, specificando quali pazienti possono essere dimessi dal pronto soccorso e gestiti in regime ambulatoriale; quali pazienti necessitano di ricovero ospedaliero; e quali pazienti necessitano di terapia intensiva. Il documento riconosce inoltre che l’attuazione delle raccomandazioni dipende dalla disponibilità di risorse locali, come specialisti per consulti, esami di diagnostica per immagini e interventi avanzati.

Nuovo sistema di classificazione clinica
Vengono introdotte nuove categorie cliniche per l’embolia polmonare acuta (EP) al fine di classificare i pazienti con EP acuta in cinque categorie (A-E), in base alla gravità dei sintomi e al rischio di esiti avversi. I pazienti delle categorie A e B presentano sintomi assenti o lievi e un basso rischio di complicanze gravi; spesso possono essere dimessi in sicurezza dal pronto soccorso. Le categorie C-E includono persone con sintomi di EP acuta che presentano un rischio maggiore di esiti avversi e necessitano di ricovero ospedaliero (tabella disponibile nella sezione risorse).

Fattori di rischio associati all’EP acuta
Una diagnosi tempestiva di EP acuta è essenziale per un trattamento immediato, che può prevenire gravi complicanze come arresto cardiaco e decesso. Tuttavia, la diagnosi tempestiva di EP acuta è spesso difficile perché molti sintomi, come dispnea, dolore toracico, tachicardia, svenimento e/o vertigini, sono simili a quelli di altre patologie.

Fattori che danneggiano le vene o riducono il flusso sanguigno, oppure condizioni che favoriscono la formazione di coaguli, possono aumentare il rischio di tromboembolismo venoso (TEV). Nel valutare la probabilità di embolia polmonare acuta, i medici dovrebbero esaminare i pazienti per i fattori che aumentano il rischio di trombosi, tra cui:

  • Interventi chirurgici maggiori o traumi
  • Ospedalizzazione
  • Immobilità prolungata (come riposo a letto o lunghi viaggi)
  • Gravidanza e periodo post-partum (entro 6 settimane dal parto)
  • Uso di contraccettivi orali o terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni
  • Obesità (definita da BMI ≥ 30)
  • Fumo
  • Malattia cardiovascolare aterosclerotica (malattia cardiaca causata dall’accumulo di placca nelle arterie)
  • Cancro
  • Trombofilie (disturbi della coagulazione del sangue)
  • Età (il rischio aumenta dopo i 40 anni)
  • Esami di laboratorio e diagnostici

Nei pazienti con una bassa o intermedia probabilità (<50%) di embolia polmonare acuta, basata su sintomi, valutazione dei fattori di rischio ed esame obiettivo, è opportuno eseguire un esame del sangue per misurare il D-dimero, un frammento proteico rilasciato nel sangue quando l'organismo scompone un coagulo. I pazienti con livelli normali di D-dimero hanno una bassa probabilità di sviluppare un'embolia polmonare. Se il livello di D-dimero è elevato, o se la probabilità clinica di embolia polmonare acuta è considerata alta (>50%), si raccomanda un esame di imaging per la ricerca di un’embolia polmonare.

L’angio-TC polmonare (CTPA) è l’esame di imaging standard per diagnosticare o escludere un’embolia polmonare acuta. Si tratta di un esame di imaging autonomo e altamente accurato che permette di individuare e visualizzare la posizione e le dimensioni del trombo ed è ampiamente disponibile nei pronto soccorso di tutto il paese. I pazienti che non possono sottoporsi a CTPA (ad esempio, pazienti con allergia o reazione al mezzo di contrasto a base di iodio) devono essere sottoposti a screening per l’embolia polmonare acuta con una scintigrafia polmonare di ventilazione/perfusione (un tipo di esame di medicina nucleare).

Strategie di trattamento
Gli anticoagulanti (farmaci che prevengono la formazione di coaguli di sangue) rappresentano il trattamento primario raccomandato per i pazienti con embolia polmonare acuta confermata. Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC), come rivaroxaban, apixaban, edoxaban o dabigatran, sono raccomandati rispetto agli antagonisti della vitamina K, come il warfarin, per prevenire la formazione di coaguli di sangue ricorrenti, grazie alla loro sicurezza, facilità d’uso e ridotto rischio di emorragie maggiori. I DOAC non sono raccomandati in gravidanza a causa dei potenziali rischi per il feto. L’eparina a basso peso molecolare o l’eparina non frazionata possono essere utilizzate in sicurezza per l’embolia polmonare acuta durante la gravidanza.

I pazienti con embolia polmonare acuta di categoria D-E potrebbero necessitare di trattamenti e procedure avanzate, tra cui la somministrazione endovenosa o tramite catetere di un farmaco trombolitico, la rimozione meccanica tramite catetere del/dei coagulo/i di sangue o la rimozione chirurgica del/dei coagulo/i di sangue. Le linee guida descrivono anche in dettaglio la sedazione, la ventilazione e il supporto circolatorio meccanico appropriati per mantenere la funzione cardiaca e polmonare nei pazienti critici con embolia polmonare acuta. Considerazioni per la gestione del follow-up

Si raccomandano comunicazioni e visite ambulatoriali di follow-up:

  • Follow-up precoce: Tutti i pazienti dovrebbero effettuare una comunicazione di follow-up o una visita ambulatoriale entro una settimana dalla dimissione ospedaliera. Questa visita dovrebbe vertere sul piano terapeutico, verificare che i pazienti assumano i farmaci come prescritto e controllare l’eventuale presenza di complicanze emorragiche.
  • Follow-up aggiuntivo: Una visita ambulatoriale dovrebbe essere effettuata anche entro tre mesi dalla diagnosi per stabilire per quanto tempo continuare la terapia anticoagulante, valutare la necessità di ulteriori esami e monitorare la persistenza dei sintomi.
  • Monitoraggio a lungo termine: Ad ogni visita per almeno un anno, i pazienti dovrebbero essere sottoposti a screening per sintomi o limitazioni funzionali suggestivi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una condizione in cui la persistenza di coaguli di sangue causa un’ostruzione a lungo termine delle arterie polmonari. La BPCO può portare a dispnea, affaticamento, ipertensione polmonare e insufficienza cardiaca destra.
  • Revisione continua della terapia anticoagulante: Per i pazienti che continuano la terapia anticoagulante per più di 3-6 mesi, i medici dovrebbero rivalutare periodicamente i rischi e i benefici della prosecuzione del trattamento.

Ulteriori considerazioni per il follow-up includono:

  • Salute psicologica: Depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico sono comuni nei pazienti che hanno avuto un’embolia polmonare acuta. Si consiglia lo screening per queste condizioni di salute mentale e la valutazione della qualità della vita per una gestione e un eventuale invio a specialisti appropriati.
  • Attività fisica: Una volta iniziato il trattamento con un anticoagulante per l’embolia polmonare acuta, si raccomanda di camminare fin dalle prime fasi della convalescenza per favorire la circolazione sanguigna e prevenire il decondizionamento fisico.
  • Precauzioni per i viaggi: I viaggi a lungo raggio (≥5 ore), in auto, treno o aereo, spesso comportano una mobilità limitata, che può aumentare il rischio di un’altra trombosi. Le persone che hanno avuto o sono a rischio di embolia polmonare acuta dovrebbero muoversi frequentemente, limitare i viaggi a lunga distanza e utilizzare calze o collant compressivi per ridurre il rischio di trombosi.
  • Controllo delle nascite/Gravidanza: Le donne in età fertile con embolia polmonare acuta devono essere informate sulla contraccezione e sulle opzioni di anticoagulazione in caso di gravidanza. Nelle donne con una precedente embolia polmonare acuta che rimangono incinte, l’équipe multidisciplinare di assistenza dovrebbe includere ostetrici, ematologi, cardiologi o altri specialisti in embolia polmonare per contribuire a ridurre al minimo le complicanze legate alla gravidanza.

 

Leggi l’articolo originale:
https://www.news-medical.net/news/20260219/New-guidelines-outline-comprehensive-care-for-acute-pulmonary-embolism.aspx