Da Medscape
Mentre l’incidenza del tumore al polmone è in calo negli uomini, continua ad aumentare nelle donne. Con oltre 19.000 nuovi casi all’anno in Francia, il tumore al polmone è ora il terzo tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne. Questa tendenza si osserva anche in altri paesi europei, ma sembra essere specifica di determinate regioni, poiché in altri continenti si registra un calo dell’incidenza tra le donne. Inoltre, sebbene la prognosi generale rimanga migliore nella popolazione femminile, la tendenza è preoccupante: la mortalità associata alla malattia è in aumento nelle donne, a differenza di quanto accade negli uomini affetti da tumore al polmone. Una sessione del Congresso di Pneumologia in lingua francese, tenutosi dal 30 gennaio al 1° febbraio 2026 a Lille, in Francia, ha offerto l’opportunità di esaminare la situazione.
Efficacia e tossicità
I tumori polmonari nelle donne presentano un profilo tumorale distinto: le donne hanno una percentuale maggiore di adenocarcinomi rispetto agli uomini e una maggiore frequenza di mutazioni somatiche (EGFR, BRAF o HER2), anche nelle non fumatrici. Inoltre, il 65% dei tumori polmonari nelle donne è associato al fumo, rispetto all’87% di quelli negli uomini.
Il ruolo degli estrogeni è centrale perché interagiscono direttamente con le vie di segnalazione della crescita tumorale. Inoltre, “il sesso è il secondo fattore principale di variabilità nella farmacocinetica dei farmaci dopo il peso e rappresenta il 28% della cinetica dei farmaci antitumorali“, ha sottolineato Julien Mazières, pneumologo dell’Ospedale Universitario di Tolosa, in Francia. A questo quadro contribuiscono anche una maggiore percentuale di grasso corporeo, una minore acidità gastrica e, soprattutto, una ridotta clearance renale ed epatica.
Di conseguenza, l’esposizione ai farmaci – rappresentata dall’area sotto la curva – è spesso maggiore nelle donne e si traduce non solo in una migliore sopravvivenza libera da progressione con terapie mirate e chemioterapia, ma anche in una maggiore tossicità. Carboplatino e paclitaxel sono tra i farmaci la cui cinetica è maggiormente influenzata dalla clearance. Si riscontrano differenze di clearance superiori al 20% per questi farmaci tra donne e uomini, sebbene i dosaggi non vengano sistematicamente aggiustati, ad eccezione di quelli basati sul peso. Questa vulnerabilità agli effetti avversi è particolarmente pronunciata con le terapie mirate, con una maggiore incidenza di disturbi neuropsichiatrici e gastrointestinali. I dati sull’efficacia dell’immunoterapia nel tumore del polmone in base al sesso sono contraddittori. Tuttavia, gli effetti avversi di natura endocrina e la polmonite sono più frequenti nelle donne, soprattutto prima della menopausa.
Le donne rimangono sottorappresentate negli studi clinici e le analisi dei risultati specifiche per sesso sono troppo raramente eseguite, il che limita la comprensione dei meccanismi e impedisce di personalizzare le raccomandazioni terapeutiche in base al sesso.
Compromissione della qualità della vita
Il tumore del polmone compromette maggiormente la funzionalità fisica nelle donne. «In assenza di studi stratificati per sesso, l’esperienza degli psico-oncologi suggerisce che le donne presentano una maggiore incidenza di disturbi cognitivi, ansia e depressione associati a questa malattia. L’impatto sulla qualità della vita è significativo, con un deterioramento delle relazioni sociali e una minore aderenza al trattamento», ha riassunto la Dott.ssa Céline Mascaux, pneumologa presso l’Ospedale Universitario di Strasburgo, Francia. Le donne subiscono anche pressioni sociali e familiari, un peso psicologico che le spinge a “resistere” per i propri cari. Per quanto riguarda la salute sessuale, le donne con tumore al polmone sessualmente attive spesso lamentano insoddisfazione per la qualità dei loro rapporti sessuali a causa di affaticamento, mancanza di energia, tristezza e dispnea, per non parlare della disfunzione sessuale correlata al trattamento. Questi problemi spesso non ricevono sufficiente attenzione da parte dei medici.
Infine, la fertilità richiede maggiore attenzione da parte della comunità medica: secondo lo studio VICAN condotto dal Fondo nazionale di assicurazione sanitaria francese, per il 60% degli uomini e il 67% delle donne in età fertile non si è discusso della preservazione della fertilità al momento della diagnosi di cancro. “Nel caso specifico del tumore al polmone, il desiderio di avere figli persiste in quasi il 40% delle pazienti in età fertile“, ha lamentato Jacques Cadranel, pneumologo dell’ospedale Tenon di Parigi. Questo desiderio non sembra aver influenzato la strategia terapeutica e la preservazione della fertilità è stata proposta solo in un terzo dei casi ed è stata effettivamente attuata solo nel 3% delle donne rispetto al 21% degli uomini.
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