Da Chest Pulmonary
Importanza dell’argomento
Il deterioramento cognitivo (DC) è una complicanza extrapolmonare della BPCO spesso sottovalutata. Nuove evidenze suggeriscono che il DC nella BPCO sia altamente prevalente e clinicamente significativo, con effetti negativi sulla gestione della malattia, sull’aderenza alla terapia farmacologica, sul rischio di riacutizzazioni e sulla qualità della vita. I meccanismi biologici sottostanti che contribuiscono al DC nella BPCO rimangono ancora poco chiari.
Risultati della revisione
Sono stati ipotizzati diversi meccanismi plausibili. Ad esempio, l’ipossiemia cronica è stata associata a disfunzione metabolica cerebrale e a cambiamenti strutturali del cervello. I disturbi respiratori del sonno correlati alla BPCO possono causare ipossiemia intermittente e frammentazione del sonno, con conseguente disfunzione glinfatica, stress ossidativo e vulnerabilità del lobo frontale. Lo stress ossidativo, sia sistemico che cerebrale, è esacerbato dal fumo e dall’infiammazione, promuovendo la disfunzione endoteliale e il danno al DNA. La disfunzione vascolare, inclusa la malattia dei piccoli vasi cerebrali e le microemorragie, è associata alla BPCO e potrebbe essere una comorbidità dovuta a fattori di rischio condivisi, ed è correlata al declino cognitivo. Infine, l’ipercapnia cronica contribuisce al deterioramento cognitivo attraverso alterazioni infiammatorie, neurochimiche e cerebrovascolari, effetti che si aggravano se associati all’ipossiemia.
Sintesi
Gli individui con BPCO che sviluppano deterioramento cognitivo potrebbero presentare sottotipi biologicamente definiti, piuttosto che una comorbilità uniforme. Gli attuali strumenti di screening cognitivo potrebbero sottostimare il deterioramento cognitivo nella BPCO, sottolineando la necessità di valutazioni validate e specifiche per la BPCO. Sebbene la terapia con ossigeno a lungo termine e il trattamento dei disturbi respiratori del sonno si siano dimostrati promettenti, il loro impatto sulla cognizione non è ancora stato testato in studi clinici con esiti cognitivi. Strumenti emergenti (ad esempio, profilazione multiomica, studi basati sui tessuti) potrebbero aiutare a identificare sottogruppi ad alto rischio e a guidare interventi di precisione. Dati i costi e i criteri di ammissibilità, la stratificazione del rischio di precisione potrebbe migliorare la fattibilità di futuri studi clinici.
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https://www.chestpulmonary.org/article/S2949-7892(25)00063-7/fulltext